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La Toscana non vuole più essere Italia

 

 

 

 

 

 

La Toscana nel XIII secolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Bandiera del Granducato di Toscana 

 

 

 

 

 

 

 

 

Firenze la nostra Capitale 

 Ciao, benvenuto nel nostro sito.

desideriamo innanzi tutto ringraziarti per esserci entrato e spiegarti i motivi che ci hanno spinto a crearlo.

Perché "www.toscana-indipendente.eu" ?

A nostro parere le ragioni sono chiare, praticamente, sotto gli occhi di tutti.

Stiamo vivendo una situazione che oscilla quotidianamente tra la tragedia e la farsa. Noi Toscani ci siamo trovati intrappolati in un paese che, devastato da anni di politica fatta solo di interessi personali, non riesce a darsi una forma di governo che ci allontani dal baratro della crisi ma, soprattutto, ci allontani dall'essere diventati il paese con la classe politica più corrotta d'Europa, il paese con le delinque organizzate più potenti d'Europa, il paese dove la classe politica e la classe dirigente hanno i più grandi privilegi e dove alla gente comune é concesso meno di quanto sia concesso ai cittadini che vivono negli altri paesi della Comunità Economica Europea, il paese dove c'è chi nasce "furbo" e chi, onesto e probo, deve vivere sempre, chinando la testa e masticando amaro.

Allora, in questa situazione estremamente negativa che oscilla tra l'incertezza del domani e la certezza di far parte di un paese dove " l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare ", NOI TOSCANI dobbiamo ritrovare la bontà delle nostre radici e la forza per riprendere, da soli, la nostra strada.

Per meglio capire i motivi di questa scelta che potrebbe essere tacciata di anacronismo dai nazionalisti italiani,  dobbiamo ripercorrere le tappe della NOSTRA STORIA. Dobbiamo riprendere le file di quella verità che gli storiografi ufficiali ci hanno preconfezionato ad uso e consumo dei "nostri Padroni" sia che fossero i Savoia, o lo stato Monarchico-Fascista oppure le cosiddette Prima e Seconda Repubblica.

Allora e solo allora, riconoscendo che le nostre origini ci differenziano da tutti, assumeremo la convinzione che questo sistema di malcostume non ci appartiene !! e che è giunta FINALMENTE L'ORA di prendere le distanze da oltre 150 anni di MALGOVERNO italiano.

Noi TOSCANI dobbiamo ritrovare quell'onestà e quella fattività che ci contraddistingueva ai tempi gloriosi della nostra Indipendenza, ai tempi in cui il Granducato di Toscana era un Paese libero, serio, laborioso ed abitato da gente onesta che NULLA aveva a che fare con tutte quelle forme malavitose che hanno inquinato ed inquinano la vita politica e sociale di questo paese.

150 anni di unità d'Italia ci sono bastati ... anzi sono stati per noi più che sufficienti ad imparare una lezione che sarebbe stato molto meglio non arrivare mai a conoscere.

 

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Per riprendere il filo della nostra storia ...

Esamineremo passo dopo passo la nostra Storia (e lo faremo nelle pagine successive che andremo a creare) ma vogliamo subito anticipare una VERITA' misconosciuta. L'Italia nacque quasi per ... scherzo e fu con la frode e con l'inganno che tolse a noi Toscani l'indipendenza, uccidendo la nostra Patria. Questo è quanto emerge dalla lettura del libro "Il Plebiscito in Toscana nel 1860" scritto da Nidia Danelon Vasoli; (Leo S. Olschki Editore in Firenze).

La Danelon Vasoli ci narra come i Carabinieri Piemontesi, sotto lo sguardo benevole e compiacente del Reggente, Barone Bettino Ricasoli, "pilotarono" a loro piacimento gli esiti del Plebiscito... e su come la Nostra Toscana, come un pacco, venne confezionata e regalata alla dinastia dei Savoia ....

Un libro senza dubbio interessante che è, peraltro, rimasto ben nascosto agli occhi ed alle ... orecchie della quasi totalità dei Toscani....

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Dopo i fasti raggiunti dalla Toscana nell'epoca Medicea, vogliamo soffermarci ad analizzare il periodo Lorenese. Questa fu per la Toscana una stagione politica estremamente positiva grazie a governi illuminati. A partire dal Pietro Leopoldo (che riformò l'ordinamento giudiziario abolendo - Primo nel Mondo - la tortura e la pena di morte), fino all'ultimo Granduca Leopoldo II che ottenne risultati eccezionali con la costruzione delle prime ferrovie toscane, la razionalizzazione del territorio con la creazione del catasto e le grandi opere di bonifica del territorio. Inoltre, nonostante il periodo storico inducesse i sovrani a un controllo repressivo sullo stato, i Granduchi di Toscana non ebbero mai atteggiamenti reazionari verso la popolazione tant'é che ancor oggi vive nei cuori di noi Toscani il ricordo del "Buon governo" e della "Felice Toscanina" ...

Per meglio conoscere quanto i Lorena abbiano fatto per la Nostra Terra invito, tutti coloro che lo desiderino, a leggere il libro di Paolo Bellucci: I Lorena in Toscana: Gli uomini e le Opere. Questo lavoro descrive come, al di là delle grandi riforme strutturali ed economiche, i Lorena dettero un grande impulso alla modernizzazione del Paese con quelle che oggi, pomposamente, i nostri governanti definiscono "le grandi opere" che, peraltro rammentano sempre e non fanno MAI.

Invece i Lorena queste cosiddette "grandi opere" le fecero davvero. Costruirono, ad esempio, otto degli attuali dodici valichi appenninici che ancor oggi mettono in collegamento la Toscana con la Pianura Padana e con il resto delle Regioni confinanti e molte delle più importanti arterie di comunicazione  (Passo della Futa, e della Raticosa, Strada Romana Siena-Radicofani-Ponte Centino, la Via Littoriale o via Aurelia, Passo della Cisa, Passo del Muraglione, Passo della Consuma-Casentino, Passo del Cerreto, la via Leopolda per il passo della Collina e Ponte alla Venturina, la strada dell'Abetone, la Strada Aretina, la strada Grossetana); approntarono un piano di bonifiche che permise, tra l'altro, di rendere salubri e coltivabili la Val di Chiana, il padule di Fucecchio, il lago di Bientina e la Maremma. Costruirono anche le prime ferrovie: la Leopolda da Firenze a Livorno, la Pisa-Lucca, la Lucca-Pistoia, la Firenze-Prato-Pistoia e la Siena Empoli ed iniziarono i lavori per la realizzazione della Pistoia-Porretta "la Porrettana" e della Maremmana (Livorno-Grosseto-Chiarone)  Anche alla luce di queste notizie, il confronto tra i Lorena ed i Governanti Italiani che li hanno seguiti è a dir poco...imbarazzante.

Gli italiani, governanti ed  politici, hanno SEMPRE sfruttato la Toscana senza mai concederci nulla, mentre l'amore che il Granduca Ferdinando III aveva per questa terra arrivò perfino a costargli la vita. Il Granduca infatti, per voler seguire da vicino le  operazioni di bonifica della Val di Chiana e della Maremma vi contrasse la malaria che lo portò in seguito alla morte. Il figlio Leopoldo II, proseguì il lavoro del babbo portandolo a felice compimento e, mentre coordinava i lavori di bonifica nel grossetano, scriveva alla sorella: "Se guarisse Maremma, morirei contento ...." insomma ogni commento, se confrontiamo questi atteggiamenti, queste parole e questi sentimenti a quelli dei vari politici italiani che li hanno succeduti (Cavour, Mussolini, fino ad arrivare agli odierni: Andreotti, Forlani, Craxi, D'Alema, Casini, Berlusconi e compagnia danzante ...) ci pare assolutamente superfluo .....

                                      PER LA TOSCANA !!!

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